Roman Polanski

Opere

Opere principali: 
Anno di produzione: 
2013
Titolo Opera: 
Venere in pelliccia
Tipo Opera: 
Lungometraggio
Ruolo ricoperto: 
Regista
Anno di produzione: 
2011
Titolo Opera: 
Carnage
Tipo Opera: 
Lungometraggio
Ruolo ricoperto: 
Regista
Anno di produzione: 
2010
Titolo Opera: 
L'uomo nell'ombra
Tipo Opera: 
Lungometraggio
Ruolo ricoperto: 
Regista
Anno di produzione: 
2007
Titolo Opera: 
Cinema Erotico (episodio di A ciascuno il suo cinema)
Tipo Opera: 
Lungometraggio
Ruolo ricoperto: 
Regista
Anno di produzione: 
2005
Titolo Opera: 
Oliver Twist
Tipo Opera: 
Lungometraggio
Ruolo ricoperto: 
Regista
Anno di produzione: 
2001
Titolo Opera: 
Il pianista (The Pianist)
Tipo Opera: 
Lungometraggio
Ruolo ricoperto: 
Regista
Anno di produzione: 
1999
Titolo Opera: 
La nona porta (Ninth Gate)
Tipo Opera: 
Lungometraggio
Ruolo ricoperto: 
Regista

Festival e premi

Principali premi e riconoscimenti: 
Anno di partecipazione: 
1962
Nome del concorso: 
Premio Oscar
Tipo/Titolo del premio: 
Nomination agli Oscar come miglior film straniero per Il coltello nell'acqua
Anno di partecipazione: 
1965
Nome del concorso: 
Festival di Berlino
Tipo/Titolo del premio: 
Premio speciale della Giuria per Repulsion
Anno di partecipazione: 
1965
Nome del concorso: 
Festival di Berlino
Tipo/Titolo del premio: 
Premio Fipresci per Repulsion
Anno di partecipazione: 
1966
Nome del concorso: 
Festival di Berlino
Tipo/Titolo del premio: 
Orso d'oro per Cul de sac
Anno di partecipazione: 
2002
Nome del concorso: 
Premio Oscar
Tipo/Titolo del premio: 
Oscar alla regia per il Pianista

Roman Polanski

Tipo autore: 
Il più celebre regista polacco della Storia del Cinema e il più acclamato dalla critica assieme a Andrzej Wajda e Krysztof Kieslowski. Il suo nome completo è Rajmund Roman Thierry Polanski. Nasce a Parigi, il diciotto agosto del 1933. Suo padre, Ryszard Liebling è un pittore e scrittore polacco mentre sua madre è una casalinga russa, Bula Katz-Przedborska. Entrambi ebrei si convertono al Cristianesimo mentre Roman è ancora bambino, ma si considerano agnostici. Nel 1936 la famiglia si trasferisce a Cracovia in Polonia perché in Francia si sta facendo strada l’antisemitismo. All’arrivo dei nazisti la piccola famiglia viene messa nel ghetto. La madre viene deportata ad Aushwitz dove viene uccisa e il padre prima di andare a Mauthausen riesce a salvare Roman pagando una famiglia cattolica che invece di mantenerlo lo cede a dei contadini, sempre cattolici. Roman passa questa tragica esperienza con la negazione per il Cattolicesimo. Si diploma a Lodz in teatro, recitazione e regia nella locale Scuola Nazionale di Cinema. Rower (Bicicletta) del 1955 è il suo primo cortometraggio dove un ragazzo vuole comprare una bici da un uomo che poi lo picchia e deruba. Gira altri cortometraggi e giunge al primo lungometraggio nel 1962, Il coltello nell’acqua. Due coniugi fanno salire in auto un autostoppista e dopo averlo invitato in barca a vela per una gita si rendono conto della sua pericolosità. Roman ha un successo internazionale immediato ottenendo perfino una copertina sul Time e una candidatura agli Oscar come miglior film straniero. Lascia la Polonia per la Francia dove gira un episodio del film Le più belle truffe del mondo, 1963. Il titolo italiano è La collana di diamanti. Non felice dell’esperienza va in Gran Bretagna dove girerà tre film, il primo dei quali è il capolavoro Repulsion, (1965), con Catherine Deneuve. Una manicure viene lasciata sola in casa dalla sorella proprio mentre sta avendo un pericoloso mutamento psicologico che la porterà all’omicidio. Un film culto pieno di scene memorabili come le mani che fuoriescono dal muro e che cercano di afferrare la protagonista. Presentato al Festival di Berlino fa ottenere due premi a Roman, il Premio Speciale della Giuria e il premio Fipresci. Il secondo film britannico, nel 1966, è Cul-de-sac (tr. Strada senza uscita) con Donald Pleasence e Françoise Dorleac. Un gangster arriva ferito a un castello abitato da una strana coppia e parteciperà a un gioco grottesco dei due che finirà tragicamente. Questa volta ottiene l’Orso d’oro a Berlino. Nel 1967 Per favore non mordermi sul collo (The fearless Vampire Killers) è una commedia vampiresca che ottiene un grande successo internazionale. Girato nel Trentino e nel Veneto per gli esterni oltre ad essere la terza collaborazione con lo sceneggiatore Gerard Brach è il film che lo fa incontrare con la futura seconda moglie, Sharon Tate. Si trasferisce negli Stati Uniti e nel 1968 gira un altro capolavoro assoluto, in questo caso nel genere horror-satanico. Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York con Mia Farrow ha influenzato tantissimi autori di thriller e horror dopo di lui, per dirne uno su tutti Dario Argento e le cantilene assassine devono qualcosa alla triste ninna nanna di Rosemary’s baby. Tutti i film ma anche i romanzi satanici incluso il celeberrimo L’esorcista ma la cosa che rende più inquietante il film è che è una storia molto realistica nonostante il tema fantastico del demonio. Quest’anno, il 2014, ne è nata addirittura una mini serie diretta guarda caso da una regista polacca, Agnieszka Holland. Durante le riprese Frank Sinatra divorzia da Mia Farrow e lei insiste per lavorare ugualmente in tal giorno nefasto. John Cassavetes viene scelto dopo le ipotesi di Robert Redford e Jack Nicholson. Jane Fonda prima scelta per Rosemary decide invece di girare Barbarella con Roger Vadim. Ma il potere negativo della storia del film si abbatte l’anno successivo nella vita di Roman che ha un terribile lutto in famiglia, la moglie Sharon Tate viene selvaggiamente uccisa dalla setta di Charles Manson. Passano tre anni prima di un nuovo film e Roman, nel 1971, si avvicina a William Shakespeare con una sua versione di Macbeth. Nel film successivo, ludico, riprende l’umorismo, si tratta di Che? che fa scoprire Sydne Rome e vede Marcello Mastroianni in un ruolo istrionico. Ritorna la grande stagione di Polanski con il film Chinatown del 1974 con il grande amico Jack Nicholson e Faye Dunaway, un giallo noir all’altezza dei classici con Humphrey Bogart. Non a caso tra gli interpreti anche il regista John Huston. Anche il film interpretato da Roman, L’inquilino del terzo piano, 1976, che non è un successo di pubblico ma è un piccolo grande culto per gli appassionati del genere psicologico, risulta azzeccato. La scrittura è del grande Topor. Tess, tratto da Thomas Hardy dà una grande chance a Nastassja Kinski e mostra la bravura di Polanski nell’adattare grandi romanzi. Tra i film successivi, anni Ottanta e Novanta, più riusciti ci sono Frantic con un inedito Harrison Ford e La morte e la fanciulla con una strepitosa Sigourney Weaver. Non riuscito invece La nona porta con Johnny Depp, quello che a detta di Roman nelle riprese si ispira ai film horror dell’amico Dario Argento che a sua volta deve qualcosa al regista polacco e che anni dopo realizza Giallo con l’attore Adrien Brody e la compagna di Roman Emanuelle Seigneur. Nel 2002 torna a girare in Polonia il film che gli fa vincere l’Oscar, Il pianista, mentre non può entrare negli USA per via della seduzione verso una minorenne che gli viene imputata alcuni anni dopo l’accaduto. Due classici negli ultimi anni, Oliver Twist e Venere in pelliccia, oltre a un film sottovalutato ma ben fatto come L’uomo nell’ombra con Ewan McGregor. Carnage è invece troppo teatrale e forse più interessante nell’interpretazione (Jodie Foster e Kate Winslet) che nella modesta novità della storia (pensiamo a un film di ben quarantacinque anni prima di Mike Nichols Chi ha paura di Virginia Woolf?).

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